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LA DISINFORMAZIONE
Cause dell'abbandono sono ignoranza, insensibilita', menefreghismo.
La disinformazione pero' fa la sua parte in questo contesto, specie per quanto riguarda il tanto discusso tema della sterilizzazione.
Innanzitutto e’ importante essere pienamente consapevoli del fatto che la sterilizzazione non e' una pratica crudele! Al contrario, oltre ad evitare sofferenze ai micini che nascerebbero gia’ condannati all'abbandono, offre ai felini un'esistenza piu' lunga, felice e dignitosa.
Impariamo a riconoscere i luoghi comuni piu' diffusi e a scoprire alcune verita' nascoste:
FALSO: Non e' affatto necessario che le gatte debbano figliare almeno una volta prima di essere sterilizzate! Non sappiamo chi per primo abbia messo in circolazione questa comune credenza, ma la cosa certa e’ che si tratta della classica “banferata”, come direbbero a Striscia la Notizia.
L'intervento puo' essere effettuato all'insorgere del primo calore o comunque dai 6-7 mesi di eta' in poi (meglio 9 per i maschietti);
FALSO: Che il gatto maschio non necessiti della sterilizzazione (non resta incinta = problema risolto).
In questo caso il menefreghismo gioca la sua carta migliore, perche’ il gatto maschio intero e' chiaramente libero di accoppiarsi con molte gatte senza una casa non sterilizzate ed i cuccioli frutto di tali accoppiamenti andrebbero ed aumentare ogni mese il numero dei randagi (e dei decessi).
Inoltre, questi accoppiamenti sono rischiosi dal punto di vista sanitario in quanto il vostro gatto potrebbe contrarre svariate malattie piu’ o meno gravi trasmissibili per via salivare o ematica.
FALSO: Che la contraccezione chimica sia una valida alternativa alla sterilizzazione! Le sostanze che vengono somministrate a questo scopo, nel medio-lungo periodo, possono causare carcinoma mammario ed infezioni dell'utero.
FALSO: E' errato pensare che esista sempre una famiglia disponibile per ogni cucciolo senza casa.
In realta' il numero di cuccioli nati nell'arco di un anno e' sempre di molto superiore al numero di famiglie disponibili per l'adozione; e questo nonostante la natura purtroppo provveda a "scremare" abbondantemente la popolazione di randagi.
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